IL CORO DEGLI ETRUSCHI, fondato nei primi anni ’70 dal poeta popolare Morbello Vergari (scomparso nel 1989) interpreta, attraverso la musica e le canzoni della tradizione maremmana, gli aspetti più vivaci ed autentici del folclore toscano.
Il primo motivo dell’aggregazione è stato quello di riproporre l’usanza del “Maggio” – canto augurale di primavera – che ancor oggi si presenta con le sue molteplici facce, ma che in quegli anni rischiava di scomparire completamente.
Il Coro è divenuto pertanto uno dei rari esempi del folclore canoro che si lega direttamente al filone della tradizione popolare, mantenendo viva l’autenticità del tessuto culturale del mondo contadino ed operaio di questa terra, l’impegno civile e democratico della sua gente. Dopo aver compiuto una ricerca sulle espressioni musicali della Maremma grossetana, pubblicata nel libro “Canti popolari in Maremma” (a cura di Corrado Barontini, Morbello Vergari, Finisio Manfucci), dal 1974 ripropone con i suoi spettacoli, un repertorio vasto di canti popolari, musica da ballo, poesie in vernacolo, mantenendo nella comunicazione il carattere tradizionale dei pezzi proposti.
Si tratta di serenate, rispetti d’amore, stornelli, canti d’osteria, canzoni a contenuto sociale, canti narrativi, rappresentazioni del calendario contadino. La riproposta canora si completa con alcuni brani innovativi composti nella seconda metà del ‘900 che rendono conto della forte radicalità della cultura tradizionale toscana.
Fisarmonica e chitarra classica insieme alla riproposta di strumenti antichi e desueti quali le nacchere, fanno da sfondo alla interpretazione dei pezzi musicali.
Il gruppo che ha partecipato alle più importanti rassegne etnomusicali in Italia e Svizzera e a trasmissioni televisive, si compone attualmente di una decina di elementi. |